Taccuino superstar
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aug 5 2007 Gazzetta di Parma Taccuino superstar IT
Fabio Iaschi ha 26 anni ed è parmigiano. E' appena rientrato da New York dove ha partecipato alla cerimonia di premiazione dei Webby Awards. Ha ricevuto una nomination nella sezione Blog Culture/Personal per il suo blog visuale www.mymoleskine.net.
Non ha vinto, ma ha avuto l'onore di essere tra i cinque finalisti nella sua categoria. La nomination è arrivata dalla International Academy of Digital Arts and Sciences, composta da 550 esperti del web, uomini di affari, luminari del digitale e celebrità. Da Beck a David Bowie, dall'amministratore delegato della Virgin Atlantic, al creatore dei Simpson Matt Groening.
Innanzitutto - gli chiediamo - puoi spiegare a chi non lo sappia che cos'è la Moleskine?
«La Moleskine - risponde Fabio Iaschi - è una piccola agenda dalla copertina ricoperta di simil-pelle nera. Si tratta di un leggendario taccuino passato per le mani di molti artisti e intellettuali, tra cui Van Gogh ed Hemingway. Detto ciò posso confessare che questa è la prima - ma non ultima - Moleskine che abbia mai posseduto e appena due anni fa non sapevo cosa fosse, tantomeno conoscevo la sua storia. E' stato il caso a farci incontrare e conoscere, lei su uno scaffale e io di passaggio in una libreria».

La Moleskine è un compagno di viaggio, custode di appunti, suggestioni... perchè farla diventare un blog visuale?
«Dopo gli studi ho passato molto tempo esplorando l'arte digitale sotto varie forme, senza però mai dimenticare che la vera ricchezza di un artista si trova fisicamente nelle sue mani, oltre che nella sua mente». «Per me - prosegue Fabio Iaschi - la Moleskine, più che compagno di viaggio, è un rifugio sicuro simile alla coperta di Linus. Sono convinto che il digitale sia un mezzo poliedrico da padroneggiare intelligentemente. Un giorno ho sentito il bisogno di condividere con molti ciò che mostravo solo a pochi, così l'utilizzo della tecnologia mi ha aiutato e a più di un anno di distanza dalla nascita della mia passione per la Moleskine, il 31 Maggio 2005, è nato il blog a lei dedicato, un work in progress che va esaurendosi, dato che le pagine del taccuino sono 88».

Cosa contiene la tua Moleskine?
«La mia agenda Moleskine contiene sostanzialmente ritratti a matita, assieme ad alcune chine e pastelli, tutti ritratti. Contrariamente a quanto mi è stato insegnato e senza badare alla gradazione, al posto della matita in legno neutilizzo una tecnica tipo Mars Micro, di quelle ricaricabili con mine in grafite».

Chi sono i personaggi del tuo taccuino?
«Sono persone che nel mio presente o passato recente sono o sono state per me significative: amici, musicisti, guide spirituali, insegnanti, parenti e via dicendo. Ma è difficile prevedere chi finirà sulle pagine dell'agenda, non c'è una regola precisa. Il blog è un libro aperto ai visitatori».

Nel tuo ci sono tantissimi commenti, ce ne vuoi parlare?
«Dagli amici ricevo testimonianze evocative piene di ricordi, magari in riferimento all'adolescenza passata insieme, piuttosto che al concerto o la vacanza che abbiamo condiviso. Altrettanti messaggi arrivano da emeriti sconosciuti sparsi per tutto il globo; il bello di internet è questo, la condivisione globale di idee. Sono convinto che sia importante rivolgersi ad un pubblico internazionale, inoltre sentirsi apprezzati al di fuori del proprio paese è una soddisfazione unica, significa far breccia nel cuore di culture differenti, traendone al contempo ricchezza. Internet è un canale aperto. Arrivano commenti di tutti i tipi: complimenti, insulti, vaneggiamenti, richieste bizzarre...».

Come è andata a New York?
«Essere tra i cinque finalisti della categoria è stato un ottimo risultato. Quando ho letto l'email in cui Michael Devies - CEO dei Webby Awards - comunicava la mia nomination a un premio Webby sono stato colto da stupore misto a incredulità. Il Webby è considerato il premio Oscar di internet. Credo che nessuno, forse me compreso, abbia ben chiaro ciò che significa essere tra i cinque nominati come "best culture/personal blog" attorniato da grandi multinazionali che concorrono al premio in varie categorie presentando progetti da milioni di dollari. Personalmente lo considero un attestato di stima sottoscritto da grandi professionisti del design contemporaneo. Ciliegina sulla torta, la premiazione dei Webby Awards si è tenuta a New York e pur non avendo vinto il premio nella mia categoria, non potevo mancare all'appuntamento. Tra gli ospiti vip ne spiccava uno, l'elegantissimo David Bowie che ha ricevuto un premio speciale alla carriera per aver contribuito al diffondersi dell'arte tramite internet».

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
«Attualmente lavoro in un'agenzia di pubblicità di Parma, ma la passione per l'arte è più legata all'espressione di sè che al lavoro. Di certo continuerò con il progetto My Moleskine fino a disegnarne ogni singola pagina. Una volta terminato vorrei farne una mostra, magari in Giappone, un paese che mi ha sempre affascinato e che sento di dover esplorare. Di certo farò tesoro di quello che sto imparando, sviluppando uno stile a metà tra l'analogico e il digitale, prova che questi due mondi possono convivere pacificamente... o anche in contrapposizione».

Fabrizio Raimondi

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